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Concorsi » Europan 7 - 2003


EUROPAN 7 
Spalato 

Sub urban Challenge
Urban Intensity and Housing Diversity

Croation Variations Variazioni Croate

Progettisti:
Enrico Carafa
Marco Cante
Tiziana De Rosa
Vincenzo Guadagno
Antonio Nardozzi
Antonio Pelella
Antonio Principale


Spalato - Croazia
2003

 
L’inevitabile riferimento al Palazzo di Diocleziano, possente manufatto che ha generato nel tempo situazioni urbane minori nell’operazione di passaggio da una condizione di monumento ad una di isolato urbano, (caratteristica questa che ne rappresenta il suo singolare fascino), ci ha portato a riflettere su alcune condizioni di scala e di relazioni urbane.
L’importante presenza dimensionale, sul sito, delle forme scultoree e vivide del Gradskj Stadion Poljud nonché della piscina Plivački vaterpolo bazeni Poljud, hanno subito posto una questione di mediazione scalare tra la dimensione delle infrastrutture sportive ed un nuovo assetto urbano che restituisca una scala dell’abitare prossima all’uomo.
Nonostante il collegamento diretto al cuore della città, per il tramite della Zrĭnjsko Frankopanska, è pur vero che l’andamento anulare della Kastelanska Hrvatske mornerice taglia il sito del Polisportivo facendolo gravitare decisamente verso il porto e la zona industriale settentrionale. Non godendo questa della forza urbana della parte storica, ma possedendone molte potenzialità implicite legate all’importanza funzionale del Polisportivo, dell’Istituto Idrografico, della Scuola Navale, nonché all’importanza naturalistica del Parco della Turska kula ed a quella storica della chiesetta Svete Trojica, si è cercato di costruire una nuova polarità, come continuità ma anche come alternativa, a quella del nucleo antico con il suo porto ed il suo Palazzo.
Baricentrico rispetto ai porti della penisola, quello civile meridionale, quello sportivo per le regate ad occidente, quello mercantile a settentrione, il sito presenta viste suggestive della penisola il cui dato naturalistico, il mare ed i parchi, s’intende integrare con la proposta di trasformazione.


 


 
La prima operazione progettuale è la trasformazione dell’assetto viario: l’apertura di una nuova strada che assume la giacitura della Scuola Navale, reintegrata funzionalmente e fisicamente nel nuovo complesso urbano, sposta verso la Svete Trojica il fulcro vero e proprio della composizione urbana; il flusso automobilistico all’incrocio tra la Zrĭnjsko Frankopanska e la Put Supavla è stato “incrostato” con una leggera curva ad “S”, che rallenta la corsa delle auto, e con una piazza sopraelevata che, scavalcando la Zrĭnjsko Frankopanska,   connette i due ambiti della chiesa e del piazzale della piscina, concepito questo come piazza tematica sistemata con serre e zolle piantumate, costituendo, di fatto, un Laboratorio di ricerca sulle essenze botaniche del Mediterraneo.
Un sistema di piattaforme, anche inclinate, raccordanti le diverse quote legano l’ambito del Polisportivo a quello della Svete Trojica che a sua volta è l’elemento di intermediazione tra l’abitato ed il parco di Turska kula. Gli edifici caratterizzati dall’impianto a “Z” ed a “L” che delimitano parte della piazza sopraelevata mediano i passaggi delle giaciture a geometrie variate rivolgendosi come varco svasato verso la chiesetta.
L’apertura di una strada parallela alla Put Supavla, a carattere più intimo di servizio al nuovo insediamento residenziale, determina un interno urbano con pertinenze commerciali associate alla residenza. Il suo andamento altimetrico asseconda la posizione strategica di ulteriori piattaforme sovrapposte al tessuto esistente ed inglobanti il salto di quota determinato da alcune escrescenze calcaree assunte come dato contestuale significativo nel ridisegno del suolo. Il sistema di spazi aperti congegnato (la piazza tematica a verde, la piazza sopraelevata, la piazza gradonata, la piazza allungata su due livelli protesa verso la chiesa, quella interna al nuovo sistema insediativo anch’essa su due livelli e destinata a piazza del mercato) sono parte di un sistema generale di progetto del suolo un movimento di terra unico e maestoso che sagoma il territorio e che trasforma il sito in luogo atto ad accogliere in modo univoco i manufatti ed i tipi edilizi variabili.


 







 
Proprio come risposta all’istanza di diversità residenziale, l’offerta dei tipi edilizi varia da due tre, quattro e sei posti letto, presentando sette tipi abitativi di superfici comprese tra i cinquanta ed i novanta metri quadrati circa, variamente combinati fra loro. Approfittando del clima mite di Split gran parte dei tipi abitativi sistemati in tipologie a ballatoio sono orientati nord-sud presentando una zona giorno aperta a sud ed una zona di servizi e distribuzione rivolta a nord dove insistono il ballatoio di distribuzione (posto ad una quota inferiore al solaio di calpestio per ovviare all’introspezione visiva) ed una seconda facciata-schermo indipendente costituendosi così uno spazio filtro di contenimento delle dispersioni termiche in inverno o di trattenimento del fresco in estate e dando l’opportunità di comporre le lunghe facciate nord come un impaginato indipendente. A sud invece l’uso abitativo stesso permette variazioni spontanee del prospetto grazie alla mobilità delle gelosie che si adattano alle diverse esigenze di comfort termico e luminoso. 

 

 

Si auspica una complessità sociale anche con l’utilizzo di tipi edilizi a rotazione previsti in acciaio e legno e montati a secco (così da rendere possibile la reversibilità del costruire e quindi la sua sostenibilità), destinati a studenti, professionisti, coppie di giovani ecc., ubicati come retro di un possente manufatto rivolto verso il parco che subisce una piegatura permettendo la visione della chiesa dalla Put Supavla.
E’ introdotta sui manufatti che fanno cortina con la Put Supavla un’idea di aggregabilità e di scissione delle cellule, così da adeguarsi ai mutamenti delle dinamiche familiari e di relazione, approfittando della lunghezza dei manufatti e della ripetitiva battuta strutturale, condizione che assume però in tutti i punti nodali un disegno specifico. 




 
La richiesta di tipi innovativi da parte del bando è accolta quindi tenendo conto dell’urgenza e del significato di definire, per questo sito, un nuovo assetto urbano che densifichi e definisca un ambito disegnato in una condizione di tessuto smarginato e diradato. Contro la frantumazione urbana opponiamo una definizione ed un addensamento del disegno.
Alcuni elementi funzionali speciali rendono più complesso sul piano degli usi il nuovo quartiere: una mediateca, concepita come fondale alto alla Piazza del Mercato, fa da contrappunto all’elemento residenziale sghembo posto al lato opposto della piazza anch’esso alto; due basse maniche chiudono il disegno trapezio della piazza su due livelli accogliendo strutture commerciali ed artigianali speciali nei loro spazi; un asilo con patii verdi all’estremità est dell’intervento è presidiato da un elemento svettante a torre che si presenta come solido a lama sfaccettato ed esploso, rappresenta un segnale urbano oltre che costituire smistamento dei traffici pedonali e carrabili, al livello del suolo, ed un belvedere che permette viste sulla penisola.
Un’idea di isolato complesso che ingloba virtualmente una parte della Put Supavla, a cominciare dall’inglobamento della Scuola Navale, genera delle penetrazioni verso il tessuto della zona industriale di cui si ridisegna il fronte strada con attrezzature urbane minime (bus-stop, chioschi, sosta auto) che mediano la scala dei manufatti industriali e residenziali, ruolo svolto anche dai bassi corpi voltati a funzione terziaria, come uffici e studi professionali, posti alla base del lungo edificio residenziale, che forma cortina con la strada.